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CILENTO: Tra storia, cultura, arte, natura e mare
Il Cilento irrompe nella storia non certo in punta di piedi. Le sue coste rappresentarono la culla di due importanti e fervidi centri di cultura greca: Poseidonia e Elea. La prima fondata dai greci, ebbe una vocazione prevalentemente agricola, la seconda nata da insediamenti di esuli focei in fuga dai Persiani, fu caratterizzata da un’economia basata prevalentemente sul commercio.
Elea vide nascere l’illustre pensiero filosofico di Parmenide e Zenone, vero momento d’oro per questa regione.
Per Cilento si intende oggi la parte più meridionale della provincia di Salerno: un lembo di pianura a sud del fiume Sele e la bastionata montuosa fra Agropoli, Sapri e il Vallo di Diano. Montagne che arrivano quasi a 2000 metri e 100 Km di costa prevalentemente rocciosa punteggiata da baie e calette. Non sempre il toponimo ha coinciso con questi confini, però, come mostra una delle etimologie più accreditate, Cilento da “Inter Silarum et Alentum”, (oggi fiumi Sele e Alento)...[leggi tutto] |
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CASALBUONO: relax, buona cucina e un'atmosfera d'altri tempi
Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, a soli 10 minuti dall'uscita Padula-Buonabitacolo dell'autostrada Salerno Reggio Calabria troviamo Casalbuono.
Arroccata sul colle che si erge nella valle del fiume Calore, il centro conserva ancor oggi il ricordo dei primi insediamenti.
Secondo la tradizione il casale venne fondato dagli abitanti di Cesariana per meglio proteggersi, data la natura dei luoghi, dalle incursioni saracene. Ma verosimilmente le sue origini furono determinate alla necessità delle popolazioni della regione di insediarsi in luoghi più salubri, allontanandosi ...
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... Qui a farla da padrona è la costa con il sempre maggior affermarsi del turismo balneare. Ma il Cilento non è solo mare, ma anche turismo culturale, storico e naturalistico.
Tutti conoscono oggi Paestum, sanno dei suoi tre magnifici templi dorici, fra i più importanti del mondo greco in età arcaica e classica. Uno dedicato ad Athena e due a Hera.
“La fortuna di Paestum e la memoria moderna del dorico 1750-1830 è stato il titolo della bella mostra con cui sono stati inaugurati gli spazi recuperati della Certosa di Padula nel Vallo di Diano.
Questo complesso straordinario per la ricchezza del suo decoro fu costruito nel 1306 per volere dei Sanseverino, signori del Vallo di Diano. Dell’impianto originario restano oggi lo splendido portale della chiesa e la volta a crociera. Il visitatore rimane colpito dallo splendore del chiostro grande impreziosito da ben ottantaquattro archi, dall’ampia corte esterna, e da uno scalone dalla caratteristica forma ellittica.
Pochi chilometri a nord di Padula troviamo la città museo di Teggiano, vero scrigno di tesori d'arte di ineguagliabile valore dichiarata nel 1998 patrimonio dell’Unesco. Un vero e proprio gioiello medioevale capace di raccontare ai turisti lo splendore della sua storia, arte, cultura e natura. Ogni anno, tra l’11 e il 13 agosto la località richiama folle di visitatori che vi accorrono per assistere alla rievocazione storica delle nozze celebratesi nel 1474 tra Antonello Sanseverino, Principe di Salerno e Signore di Diano e Costanza, figlia di Federico da Montefeltro, grande Duca di Urbino.
E che dire di Roscigno vecchia, battezzata la Pompei del 900. Un paese abbandonato dai suoi abitanti all’inizio del secolo scorso a causa della minaccia di una frana. Consapevole del fascino silenzioso delle strette vie, della piazza settecentesca, della cortina di case in pietra che la circonda, delle fontane e abbeveratoi, la pro loco di Roscigno decise circa vent’anni fa di trasformare il paese in una città museo mentre la soprintendenza ai BAAAS di Salerno avviava l’opera di recupero e restauro degli edifici.
Altri luoghi da visitare nel Cilento sono Vallo della Lucania dove è possibile visitare uno dei più bei musei diocesani d’Italia e Capaccio nota per i suoi vecchi ma ben conservati palazzi gentilizi.
Storia, arte, mare, ma il Cilento è anche natura selvaggia, vette boscose, campagne ornate dal mare, fiumi e laghetti ricchi di flora e fauna. Tutto ciò ha indotto le autorità a porre sotto vincolo ambientalistico oltre 180.000 ettari che costituiscono oggi il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Mète obbligate di quest’area sono le grotte di Castelcivita e Pertosa. La prima è posta sul versante ovest del massiccio degli Alburni. Concrezioni gigantesche, passaggi a strapiombo si sussguono per quasi 4 chilometri aprendosi di tanto in tanto in maestosi saloni. Sul versante opposto sono situate le grotte di Pertosa dette anche dell’Angelo, diverse dalle prime ma non per questo meno belle e affascinanti. Il tratto iniziale è caratterizzato dallo scorrere del fiume Negro, che percorso a di piccole zattere consente di raggiungengere un piccolo approdo a partire dal quale ci si immerge nella fantasiosa bizzarria della natura: stalattiti e stalagmiti modellate sotto l’azione lenta e costante dell’acqua assumono forme bizzarre e surreali alle quali la fantasia umana attribuisce puntualmente un nome. Non a caso questi luoghi son stati scelti per ambientarvi L’Inferno di Dante, uno spettacolo dal vivo, senza quinte o fondali di cartapesta, ma con solo il naturale scenario di questo sito. Il pubblico guidato da un Dante attraversa i dieci gironi infernali incontrando i personaggi descritti dal sommo poeta nei suoi versi.
Un’altra eccellenza della natura è costituita dall’Oasi di Persano istituita nei primi anni 80 attorno ad un bacino artificiale vero e proprio nucleo di una’area faunistica che si estende per oltre 100 ettari tra i comuni di Campagna e Serre, lungo il fiume Sele. Quest’area è caratterizzata da un susseguirsi di boschi di salici, pioppi e ontani, prati di narcisi, orchidee selvatiche e ranuncoli, foreste di felci e gigli d’acqua e zone palustri. Ma il vero simbolo di quest’oasi è la lontra, che condivide il suo habitat con puzzole, tassi, donnole e cinghiali. L’oasi di Persano é un punto di riferimento per gli uccelli migratori trovandosi sulla direttrice Africa Nord Europa periodicamente percorsa da aironi rossi e cinerini e anatre selvatiche.
Ed infine il mare, pescoso e cristallino, da Agropoli al Golfo di Policastro. Cominciando da Palinuro: la località sorge sul capo omonimo, incastonata in uno scenario mozzafiato: rocce sfrangiate si aprono come finestre sul cielo, rupi dalle forme surreali a strapiombo sul mare, incantevoli, baie ed insenature piccole e incontaminate. E come tacere delle suggestive grotte che si susseguono lungo la costa, dalla più famosa grotta azzurra nella baia del Guerracino, fino alla grotta dei monaci, del sangue e delle ossa.
Proseguendo verso sud incontriamo Marina di Camerota, caratterizzata da un arco di costa dalle forme più svariate, con suggestivi anfratti e insenature a levante, mentre è bassa e sabbiosa a ponente.
E poi Agropoli, con la sua tropicaleggiante baia di Trentova, Casalvelino new entry nel 2012 tra le località cilentane insignate con la bandiera blu, Acciaroli, con un mare trasparente, la lunga spiaggia di sabbia bianca e fine e i suoi vicoletti che ricordano l’antico villaggio di pescatori di un tempo.
testi:
Stefano Panella |
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